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Aldo Antonacci al torneo di beneficienza a San Remo
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POKER PER BENEFICIENZA
Aldo Antonacci illustra il progetto Abruzzo Poker Team, nato dall’unione di 4 ragazzi, uno per ogni provincia della regione, che giocano anche per aiutare chi ha bisogno
Il poker strumentalizzato per un nobile fine. E’ il “Poker for life” della famiglia Pagano, che organizza incontri le cui vincite vengono distribuite in maniera proporzionale tra giocatori e scopi benefici. Da un anno a questa parte anche l’Abruzzo Poker Team ha sposato tale causa. Cos’è? Ce lo spiega Aldo Antonacci, uno dei 4 componenti della squadra. «L’anno scorso ho vinto un torneo di poker per beneficienza disputatosi a San Remo. Dei 110mila euro di premio 40mila sono andati a me e 70mila sono stati devoluti all’Abruzzo, colpito dal devastante terremoto dello scorso 6 aprile». Da lì un’altra partecipazione illustre, che ha fatto definitivamente sbocciare l’amore tra te e questo gioco. «Sì, ho conquistato il quarto posto al World Poker Tour di Venezia, e da lì abbiamo deciso di fondare l’Abruzzo Poker Team». In che modo? «Quattro persone, una per ogni provincia, si sono unite per formare il team. Il sottoscritto da Pescara, Nello Cichella da Teramo, Ramona Pitic da Chieti e Adriano Giuliani da L’Aquila. Abbiamo iniziato l’Italian Poker Tour, un torneo la cui vincita viene ripartita così: il 50 per cento va al giocatore, il 30 al team e il 20 viene devoluto in beneficienza. Nella tappa di gennaio a Venezia io sono arrivato 99esimo, Cichella 160esimo. Risultati soddisfacenti considerando che siamo all’inizio. Adesso speriamo soltanto di trovare gli sponsor necessari». |   |    l'abruzzo poker team
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Cos’è per te il Poker? «E’ un’esperienza bellissima. Diciamo che sta diventando il 75 per cento della mia vita». Quanto conta la fortuna in questo gioco? «Conta un buon 45 per cento. Ma occorrono anche abilità, pazienza e capacità di leggere l’avversario». Cosa rispondi a chi teme che il Poker sia una sorta di vizio, di “droga”? «Non credo che rappresenti questo. Se affrontato nella giusta maniera è soltanto un divertimento. Basta giocare sempre alla percentuale del bankroll, dove con un investimento minimo, e dunque anche un bassissimo rischio di perdita massima, si possono vincere somme consistenti». Una curiosità: qual è il punto più subdolo, quello che ingolosisce di più? «La coppia d’assi, purtroppo! Ti senti quasi costretto ad andare a vedere il punto dell’avversario, ma spesso sei costretto a lasciare il piatto». m.t.
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