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Simone Di Tommaso
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PALLEGGIANDO PER L’ITALIA…
Simone Di Tommaso, 27enne di Pescara, è uno dei punti di forza del Potenza (serie B1) dopo una lunga gavetta tra Abruzzo e Marche. Sogna nuove esperienze e un futuro da allenatore
Marco Taglieri Il tuo curriculum da giocatore. Dopo una lunga trafila nel settore giovanile della Vianello Pescara Volley ho cominciato a disputare i campionati regionali di serie D e C fino all’esordio nella stagione 2000-01 in B2. Da lì tre stagioni da titolare tra B2 e C, poi l’arrivo in terra marchigiana a Monte San Giusto (Mc) nella stagione 2003-04 terminata con la sconfitta ai play off promozione per la B1. L’anno successivo di nuovo a Pescara e poi 3 stagioni a Paglieta dove abbiamo più volte sfiorato il sogno play off. Nella stagione 2008-09 l’arrivo a Potenza sempre in B2, terminato con 15 vittorie consecutive, una finale promozione persa al tie break ma con un seguente ripescaggio in B1. Il resto è storia attuale con il campionato di B1, sempre a Potenza. La squadra a cui sei più affezionato. Di tutte le squadre in cui ho giocato conservo un ottimo ricordo, da tutte ho imparato qualcosa di importante e a tutte ho dato il massimo della mia serietà e del mio impegno. Descrivi le tue caratteristiche tecniche. Sono un palleggiatore che predilige il gioco veloce, abbastanza estroso. La mia “palla migliore” è sicuramente l’alzata in 2 (palleggio rovesciato). Sono un buon difensore e nonostante l’altezza (176cm) non sono poi così male a muro… Cosa serve, secondo te, per diventare un buon giocatore di pallavolo? Serve tanta passione, abnegazione al lavoro e nella pallavolo moderna il fisico recita comunque una parte molto importante. L’altezza è sicuramente un requisito fondamentale che andrebbe accompagnata ad un’ottima motricità e coordinazione. Non ultimo, essendo il volley uno sport definito “di situazione”, un certo acume tattico. Raccontaci il tuo prepartita: cosa fai la sera prima del match? Il prepartita è una cosa molto personale e risente anche del mio stato d’animo. Se mi sono allenato bene in settimana, mi sento in perfetta forma fisica e sono molto sereno, al contrario percepisco un po’ di tensione se non è andato tutto per il meglio o se temo qualcosa per il match del giorno successivo. Chiaramente poi ci sono piccoli rituali che ogni giocatore ha, ma quelli, almeno nel mio caso, iniziano poche ore prima della partita: per esempio mi allaccio le scarpe sempre dopo essere entrato in campo, mai prima. Chi ti ha fatto il complimento più bello? Il complimento più bello mi è stato fatto da un mio ex compagno di squadra che un giorno, in un mms, scrisse che io ero il miglior palleggiatore con cui avesse mai giocato, e non solo per le mie capacità tecnico-tattiche ma anche per quelle caratteriali. E questo mio compagno, di ottimi palleggiatori ne aveva conosciuti davvero tanti, ve lo assicuro… Il tuo rivale più forte. L’avversario più forte che abbia mai incontrato è sicuramente Gianluca Nuzzo, attuale opposto della Mymamy Reggio Calabria ed ex giocatore di varie squadre di serie A1, nonché opposto della nazionale italiana intorno gli anni 90. Il compagno di squadra più forte. Il compagno di squadra più forte con cui abbia giocato è una conoscenza del volley abruzzese, centrale titolare dell’Aran Cucine Pineto: Emanuele Sborgia. Un amico vero nel mondo della pallavolo. Di amici veri ne ho conosciuti davvero tanti nella pallavolo, ma se devo proprio dire un nome dico Giuseppe La Rosa, l’anno scorso mio compagno di squadra a Potenza e quest’anno mio avversario. Perché sei andato a Potenza? Sono arrivato a Potenza perché avevo voglia di una squadra, di una società e di una piazza ambiziosa con cui provare il salto di categoria (dalla B2 alla B1) e alla luce dei fatti non posso che essere soddisfatto della mia scelta. Potenza e Pescara: le differenze tra le 2 città. Pescara e Potenza sono 2 città completamente diverse, una costruita sul commercio e sulla vita mondana, bagnata dal mare e sempre in continua crescita, l’altra molto tranquilla e circondata da paesaggi montuosi. Senza dimenticare i 6-7 gradi di differenza di temperatura. Pallavolo in Abruzzo: cosa va e cosa non va secondo te. L’Abruzzo negli ultimi anni ha lavorato molto bene nella pallavolo, sia a livello giovanile che a livello seniores. Sia in campo maschile che in quello femminile sono ormai da anni presenti formazioni abruzzesi nelle finali nazionali giovanili e ci sono ben 8 squadre della nostra regione nei campionati nazionali. Ti diverte più la pallavolo o il beach volley estivo? Il beach volley è stata e rimarrà sicuramente una mia grande passione ma nelle ultime stagioni gli impegni con la pallavolo e qualche piccolo acciacco fisico mi hanno costretto a metterlo un po’ da parte. Nella scorsa estate ho allenato coppie di giovani beachers che si avvicinavano da poco a questo sport per alcuni versi molto simile alla pallavolo ma per altri totalmente diverso, ed è stata un’esperienza più che positiva. Dove ti piacerebbe giocare un giorno? Girare l’Italia da giocatore e conoscere posti nuovi mi è sempre piaciuto. Per ora ho militato in varie squadre abruzzesi, in una marchigiana e ora in una lucana e non nascondo che proverei volentieri un’esperienza in Puglia o in Sicilia. Che farai “da grande”? Quando smetterò di giocare mi piacerebbe molto rimanere nell’ambito pallavolistico. Da sempre cullo il sogno di diventare allenatore e chissà che un giorno non mi troverò proprio dall’altra parte del campo a dare consigli e incoraggiamenti ai miei atleti. Lo spero davvero.
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