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Marcio Forte in azione
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MARCIO FORTE: «TUTTO PUO’ SUCCEDERE»
Il laterale della Daf Montesilvano ci racconta la sua storia ma non si sbilancia sul campionato in corso: «Il bello di questo sport è che nulla è scritto, nemmeno quando mancano pochi secondi alla fine»
La serie A di calcio a 5 maschile entra nel vivo. E’ un momento caldissimo in cui tutto può succedere. Prerogativa, questa, del calcio a 5 stesso. E Marcio Forte lo sa bene. Laterale brasiliano naturalizzato italiano, nato a Londrina nel 1977, Forte ci racconta la sua storia: «Ho iniziato tardi a giocare a calcetto, esattamente a 15 anni in Brasile. All’inizio era un divertimento a scuola durante la ricreazione, o magari per strada dove c’era l’abitudine di correre sempre dietro a un pallone. Poi quasi per gioco ho iniziato con le categorie minori, fino a quando non ho avuto la possibilità di approdare in massima serie. Mi sono messo in luce ed è arrivata l’offerta della Lazio. Ho accettato e alla luce dei fatti direi che è stata una scelta giusta». Marcio Forte spiega poi cos’è che l’ha convinto a intraprendere una carriera professionistica in questo sport: «Nel calcio a 5 non ci sono limiti, tutto può succedere anche se mancano 5 secondi alla fine. Questa è la cosa che mi attira di più». Se gli chiediamo qual è stato, finora, il momento più bello della sua carriera, il brasiliano non ha dubbi: «Lo scudetto vinto con il Perugia nel 2004/2005». Il preludio al passaggio al Montesilvano. Sentite il retroscena che ci svela Forte: «Quando ci fu il crac finanziario del Perugia, ricevetti diverse offerte tra cui quella della Roma, che stavo per accettare. Poi tutto saltò e scelsi Montesilvano per la serietà dei suoi dirigenti, e per un progetto che mi convinse da subito. Infatti al primo anno arrivò subito al coppa, una grande emozione». Tanti anni e tanti allenatori conosciuti e apprezzati, come Maurizi, Ronconi, Nuccorini e Colini: «Più che differenze trovo la stessa voglia di tirar fuori il massimo dai propri giocatori», ci dice Forte. Prima di aprire il capitolo Daf, torniamo un attimo con la mente al recente Europeo: cos’è che non ha funzionato? «Siamo molto dispiaciuti, volevamo arrivare tra i primi 4 e sulla carta eravamo più forti della Repubblica Ceca. Forse abbiamo anche giocato meglio, ma il calcio a 5 è così… Dobbiamo imparare da questa sconfitta per il futuro». Marcio Forte, che da sempre vede come modello di riferimento il connazionale Danilo Lanconi (campione del mondo con il Brasile nel 1996, ndc), non lesina complimenti a molti suoi compagni di squadra: «Burato, il poliedrico Calderolli, Cuzzolino, il portiere Mammarella, sono tutti elementi di grande valore». Più equilibrato e anche più “diplomatico” quando invece gli chiediamo di sbilanciarsi sul torneo in corso: come finirà questo campionato di serie A? «Preferisco non promettere nulla ai tifosi, ma possono stare certi che metteremo in campo il massimo impegno, sempre. Il nostro imperativo è pensare partita dopo partita». Perché come dice Marcio Forte, nel calcio a 5 tutto può succedere, anche quando mancano pochi secondi alla fine di un campionato. Marco Taglieri
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